Scritto da soloecosta
Il sonno procrastinava il suo arrivo, così il signor Solo decise di distrarre il cervello e ingannarlo inducendolo all’incoscienza attraverso qualche riflessione sulla serata. Magari ne veniva fuori qualche avvio per un nuovo lavoro di Timori – da quando la sua situazione sentimentale si era indirizzata verso la stabilità era necessario inventare tormenti sintetici per metterlo in moto, il signor Solo si augurava che quella bonaccia emotiva non esaurisse le capacità scrittorie del suo socio. Concomitanza curiosa, quella della serata: mentre ascoltava La voix humaine, ecco che una sconosciuta dalla situazione pressoché parallela lo tormentava. Il genere umano si dotava di un’ulteriore componente chiuso in un amore senza via d’uscita, senza speranza di compimento e senza possibilità di abbandono. Situazione centripeta di ingabbiamento. Poteva immaginare la solita trafila: una storia iniziata come un’avventura, tra una donna forse disillusa e un uomo ruvido e spigoloso. Lui mantiene il suo ruolo di cliente sessuale della liaison, mentre lei scivola inesorabilmente verso una passione logorante… L’induzione all’incoscienza stava funzionando: nella testa di Solo Cocteau e realtà si mescolavano, la voce umana era una, sovrapposta, un unisono di soprano e contralto, l’amante crudele provocava dissanguamento, che fosse una stanza da letto o una camera d’albergo, chi era ritratto nel quadro appeso sopra il letto…?