Oggi ci sentiamo tutti un pò americani…
Categoria: News 05-11-2008 Non ci sono ancora commenti
Settegiorni… professione lobbisti
Professione lobbisti, vi segnalo l’intervista andata in onda sabato 13 luglio su RAI 1.
13-11-2008 Settegiorni: Professione Lobbisti (la parte interessante al minuto 33:30)
Categoria: Reti, Video, running 16-09-2008 Non ci sono ancora commenti
Le parole senza volto (e la voce umana) - III puntata
Il signor Solo si accorse di aver lasciato la bottiglia del sauternes sulla mensola, vicino al telefono. Forse avrebbe potuto finire di stapparla e versarsi un bicchiere, mentre cercava un modo educato per troncare la conversazione. Intanto, c’era ancora lo chèvre in forno da tenere sotto controllo. Detestava parlare al telefono e intanto dover fare altre cose. Tuttavia la voce di quella sconosciuta aveva colori caldi e pieni, armoniche brunite, una tonalità da contralto avvolgente. Un contrappunto reale al soprano che cantava Poulenc, e che stava esaurendo i suoi stenti nella telefonata di – o a? – Cocteau. All’improvviso il signor Solo ebbe un fremito di difesa della riservatezza. La sconosciuta conosceva, giunti a quel punto, il suo nome e cognome e numero di telefono. Avrebbe potuto risalire con facilità al suo indirizzo, e magari fare una visitina a casa sua mentre lui era fuori, magari con un compagno topo d’appartamento. Era forse quello il gioco?
− Posso chiederle da dove sta chiamando, signora?
− Sono a Roma. L’albergo, l’ho già detto che sono in albergo, è un po’ triste, ma tanto ci dormo solo stanotte.
Una donna sola in un albergo di Roma. Il signor Solo vide la clessidra della sua cena vuotarsi irrimediabilmente, e decise che quella conversazione era durata anche troppo. Valeva la pena di trascurare tutte quelle gourmandises per parlare del niente con una sconosciuta?
− Mi permetta, signora: Roma è una città generosa, è ricca di cose da vedere e da fare. Potrebbe occupare in modo migliore il suo tempo, invece di giocare a importunare sconosciuti, non crede?
− Sto aspettando il mio amante. È in un’altra camera, per non lasciare tracce. La mia non è una brutta camera: grande letto, grande specchio, le solite luci troppo forti o troppo deboli, non si riesce a regolarle. Sono seduta sulla sponda del letto e mi sistemo i capelli, mi guardo nello specchio a parete. Ho indosso la mia sottoveste preferita, color melanzana… Tutte le volte che ci incontriamo per fare l’amore, devo passare questo inferno. È una specie di tempo sospeso: mi preparo ogni volta a questi incontri con una tale eccitazione, ma finché lui non arriva, c’è questo intervallo di ansia, noia, tristezza. E ho paura che lui mi possa lasciare. Questa sera è peggio del solito, forse. Per distrarmi ho giocato al mio gioco scaramantico. Ho scommesso che se fossi riuscita a parlare con qualcuno per almeno 10 minuti, dopo questa sera lui mi avrebbe cercata ancora una volta…
Categoria: News 07-08-2008 Non ci sono ancora commenti





