Serata Google a Reti…
David Drummond vicepresident di Google, nonchè principale artefice delle acquisizioni e fusioni di Google, ha incontrato ieri ,sulla terrazza di Reti , 12 parlamentari di tutti gli schieramenti..per dare un assaggio dell’avventura di google. Temi caldi : privacy,copyright, internet e politica. Sulle criticità che oppongoo oggi google ai produttori di contenuti ,come mediaset, o sulle preoccupazioni riguardo la privacy, Drummond ha chiarito che Google vuole trovare un equilibrio tra il diritto di ciascuno a non consentire usi inadeguati i dei propri dati e prodotti e la volontà di tanti di approfittare delle opportunità che l’enorme allargamento dei mercati e del sapere offre. Drummond ha citato Google Library : poter ricercare nei testi dei libri digitalizzati , non autorizza a avere i libri gratis ,ma consente di venderne di più come alla fine hanno riconosciuto gli editori. Quanto ai materiali video : google sta lavorando su “video id” , un tool che aiuta ad indentificare gli utlizzatori dei materiali con diritti riservati
Sono intervenute le parlamentari Paola Concia, Giovanna Melandri, Francesca Mogherini, Alessia Mosca, i parlamentari Jean Leonard Toudi, Formichella,Volpi,Giorgetti e molti altri e c’era anche il blogger Claudio Velardi ,l’assessore alla cultura di Roma Croppi, signore degli intangibles ; è intervenuto anche il country manager di Google Massimiliano Magrini…Una serata interessante e rilassata.
Frase chiave per definire l’esperienza Google dal punto di vista dei fondatori Sergei Brin e Larry Page : ” an healthy disrespect for the impossible”








2 commenti
Sfatiamo il mito..
Mi sarebbe piaciuto dire a mr Drummond che almeno per le aziende e chi lavora Google sta diventando una tirannide succhiasoldi, se non sei in prima, al massimo seconda pagina non esisti e oramai ci sei solo pagando in modo esplicito con i collegamenti sponsorizzati o in modo subdolo.
Mi auguro che altri quantoprima trovino la formuletta matematica magica per incrinare quello che oramai è di fatto un monopolio planetario.
grazie daniela dell’intervento …in verità i conti dimostrano che nei paesi internettizzati guadagnano soprattutto le piccole imprese che sanno come utilizzare adwords , certo è un servizio a pagamento ma a differenza di quelli generalisti si paga solo in caso di clic e bisoga operare una selezione milto dettagliata..noi siamo una piccola azienda e con adwords spendiamo cfire pari all’ 0,8 % del fatturato o meno con risultati clamorosi…certo per apparire nella parte gratuita, dvi essre un sto che raccoglie almeno tanti contatti ce so come la repubblica, o il blog di beppe grillo…Non c’è nessun mito in google, semplicemante perchè quando non servirà più , o ci sarà qcsa di meglio la gente sceglierà altro.Come è avvenuto per internet explorer..sarà per microsoft. It’s the net baby
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