Obama II
Come è possibile che il presidente di un paese impegnato in due guerre riceva il premio Nobel per la pace dopo appena 10 mesi dall’entrata in entrata in carica e senza alcun risultato di rilievo all’attivo?
Credo che la ragione risieda nella campagna presidenziale democratica del 2008 e che questo premio sancisca definitivamente il secondo dei suoi due capolavori. Il primo è ovvio, ha eletto un senatore senza esperienza e senza record. Il secondo è quello che viene a mio parere riconosciuto inconsapevolmente dal premio Nobel. Ha risanato l’immagine degli USA nel mondo, dopo 8 anni di ritorno in auge delle accuse di imperialismo yankee. Ovunque, in modo particolare nei paesi in via di sviluppo. Anche da noi, da subito, grande entusiasmo, ricerca dell’Obama italiano, riflessioni sulla selezione della classe dirigente etc etc.
Nei 10 mesi successivi nessun significativo cambiamento di politica estera è stato completato e nessun significativo risultato di pace è stato conseguito, è evidente. Eppure è arrivato il Nobel. Ricordiamoci del comizio davanti a una folla da concerto rock a Berlino, nel cuore della campagna elettorale. Nelle democrazie la distinzione tra politica interna e politica estera è spesso inadeguata. Questo Nobel, meritato o no, sancisce un capolavoro di comunicazione che ha giocato da subito su entrambe i tavoli, sbancandoli entrambe. Scusate se è poco.







2 commenti
che proprio non abbia cmbiato nulla nella impostazione almeno e nelle premesse della politica estera USA non si può dire , e tuttavia la novità e la curiosità di un Nobel assegnato sulla fiducia sono davvero importanti. E’ pur vero che altri sono stati premiati più per le intenzioni che per i risultati; l’assegnazione ad un presidente neoeletto ha colpito anche me. Della nota di pietrino raccolgo soprattutto l’ultima suggestione : è una vittoria delel comunicazione (nel senso migliore,aspettative, reposnabilità , trasparenza ) e sono gli argomenti che rendono insieme più “forte” e più “vulnerabile” il mandato di Obama. Un mandato che include una sfida i limiti dell’impossibile , esplicitata e giocata davanti a tutti. La più grande novità è il terreno , il luogo , che è anche modo , di questa sfida : niente media “embedded” in questa sfida e scontro . Tutto è davanti a tutti. Tutti dai singoli cittadini ai giudici norvegesi possono credere, diffidare, scommettere verificare e infine giudiziare ….niente doppi sensi e infingimenti e un nuovo diritto per la governance condivisa ibase alla resposabilità : quello di sbagliare
In tema di comunicazione possiamo dire che Obama ha fatto ALL IN e ha vinto. Ora il problema sta nel vedere se le fiches accumulate saranno sufficienti per vincere al tavolo finale, quello della pace, naturalmente.
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