Le parole senza volto (e la voce umana) - VIII puntata
La mattina dopo i fumi sulfurei della nottata si erano dissolti al primo fischio di Gamel: la quotidianità chiamava, e rinfrancava. Doccia, barba e colazione, qualche chiacchiera in vocabolario Solese-Gamelese e via, verso nuove avventure all’Ufficio Postale. Aveva ben poco di eroico, e proprio per ciò il signor Solo ne era soddisfatto… anche se pensando alla Musoni un poco di orgoglioso eroismo lo pizzicò. La giornata trascorse, vacuamente distribuita tra qualche telegramma e una pila di pratiche da evadere. E alle diciassette e trenta, il signor Solo varcava fiero la porta dell’Ufficio Postale, diretto verso un garrulo venerdì sera. Lo attendevano a cena gli Allegri: pensò che poteva essere un’idea divertente quella di portare loro, invece che una bottiglia di vino, due libri. Passò dalla Feltrinelli e si immerse nella ricerca. L’ispirazione prese corpo arrivando alla lettera D, come De Botton. Per Evelina scelse Esercizi d’amore, onde iniziare l’amica alla lettura dei deliziosi romanzi-saggio dell’autore svizzero naturalizzato britannico; per Romualdo prese Le consolazioni della filosofia, per fornire all’amico l’altro lato dello stesso scrittore: saggi godibili come romanzi, tra i pochi che fosse mai riuscito a leggere. Contento della propria scelta, stava cercando qualcosa per sé quando notò che qualche scaffale più in là, alla sezione Cinema, una donna, piccola di statura, capelli rossi tinti, sfogliava libri parlando. Solo si avvicinò, per capire che cosa stesse leggendo. Sembrava una pubblicazione su La signora della porta accanto di François Truffaut. Guardando la donna in faccia, Solo si accorse che parlava da sola, non c’era nessuno vicino a lei; sembrava che recitasse una specie di litania, mentre lasciava la monografia e apriva a caso un dizionario del cinema. La donna continuava a mormorare sommessamente ‘ti amo’. “Eccone un’altra”, pensò Solo “eccone un’altra che ama uno che non se lo lascia dire. Se non fossi certo della mia salute mentale, potrei pensare di essere finito in una sorta di Invasione degli ultracorpi, tutti posseduti dal baccello dell’amore”. La donna si accorse di essere osservata, chiuse il libro e si allontanò continuando a mormorare.






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