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Comunicazione e Potere: ne abbiamo parlato ieri al Forum della Comunicazione

Ha più potere chi divulga una notizia o chi la detiene? È con questo interrogativo che si è aperta la tavola rotonda con Italo Bocchino, Peppino Caldarola e Claudio Velardi, moderata da Fabio Angelicchi, che RETI ha organizzato al Forum della Comunicazione. Il tema è vasto: il complesso, a volte difficile, rapporto tra Comunicazione e Potere. Lo spunto d’attualità è chiaramente il ddl Intercettazioni e l’impatto che può avere sulla giustizia e sull’editoria. Per Bocchino la questione è chiara: si tratta di una legge buona, ma che va corretta riequilibrando il rapporto tra diritto all’informazione e diritto alla privacy: “Il diritto alla riservatezza della moglie di Sandokan non può prevalere sul diritto del cittadino a veder catturato un pericoloso criminale”. Caldarola ricorda però il rischio dell’attribuzione della responsabilità della pubblicazione di una notizia all’editore: “dove va a finire l’autonomia del giornalista se prima di scrivere deve consultare gli avvocati dell’editore?”. Il punto per Velardi è la necessità di recuperare la centralità della politica: “la politica sta cercando di riprendersi il potere che negli anni ’90 è passato ai magistrati, ma lo sta facendo per le vie brevi e per questo non viene compresa”. Tutti d’accordo nel segnalare che l’equilibrio (o squilibrio) tra potere politico e potere giudiziario, ed il loro complesso rapporto con i mezzi di comunicazione di massa, sarà sbaragliato dal web: più veloce dei giornali, più furbo dei politici, saprà colmare le vere esigenze di informazione a dispetto di ogni possibile tentativo di controllo o di manipolazione.

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