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Macef Med a Napoli
“MacefMED”, mostra convegno sul tema dell’innovazione di prodotto e processo nei settori della casa e dell’accessorio moda per la persona si terrà questo week end a Napoli presso la Stazione Marittima.
Monica Fabris interviene sabato 22 alle h16 presentando i risultati della ricerca Gpf su: “Le imprese campane e la sfida del mercato globale. Stato dell’arte e prospettive di internazionalizzazione lungo l’asse tra tradizione e innovazione”.
Parallelamente al convegno, uno spazio espositivo dedicato alla valorizzazione di 40 aziende campane eccellenti.
Per maggiori informazioni… www.macefmed.com
Categoria: News 20-11-2008 Non ci sono ancora commenti
La Camera mette on line buoni e cattivi…
Sul sito di Montecitorio la classifica di partecipazione dei deputati, ma non considera il lavoro dei “pianisti”.
articolo uscito sul Messaggero il 19-11-08
Dati riepilogativi da inizio legislatura (29 Aprile 2008) al mese di Novembre 2008 (sino al giorno 13) relativi alle 1562 votazioni con procedimento elettronico
Categoria: News 19-11-2008 Non ci sono ancora commenti
La legge ammazza-blog fermata dal movimento on line ?
Oltre 20.000 firme on line dal mondo internet hano indotto il presentatore della proposta Franco Levi a sospendre l’articolo che riguarda internet. La legge prevede l’obbligo per chiunque pubblichi un Blog di iscriversi al Registro Operatori della Comunicazione (ROC) ed equiparava per obblighi l’attività on line ad ogni attività editoriale. Blogs,gruppi su facebook,mailing , netstrikes sembrano aver sortito effetto
La mobilitazione è stata intensissima. Primo Risultato il ritiro dell’articolo da parte del presentatore….ma le minacce continuano agravare (tassa sull’ADSL,cause contro i service provider, ipotesi di lege stile Francese che equipara ogni dowbload a un atto di pirateria)
La mobilitazione in sè è stato un fatto nuovo , un esempio di Lobby 2.0 , o di politica 2.0
Nel link trovate tutto , storia, posizioni, comunicati.
Categoria: News 19-11-2008 1 Commento
Calvarismi
La fine del comunismo non è la caduta del muro di Berlino…bensì Ciccio Riccio su facebook!
Categoria: News 19-11-2008 1 Commento
Un pò di slides e numeri su Facebook
Categoria: News 14-11-2008 Non ci sono ancora commenti
Come difendersi da Facebook
Come difendersi da Facebook
La privacy? Sul sito più trendy del momento è impossibile garantirla. Non resta che seguire alcune regole…
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| Il nuovo numero del Magazine |
Marta Serafini per il Magazine del Corriere della Sera
Un bel mondo. Virtuale, semplice, complicato, divertente, pericoloso. Che tiene attaccati 110 milioni di utenti, oltre due milioni in Italia. Che ci fa tornare a casa la sera davanti al computer, solo per spiare le vite altrui. È Facebook, il social network fondato nel 2004 dallo studente di Harvard Mark Zuckerberg che in origine lo concepì come circolo esclusivo per tenersi in contatto con i compagni di college, scambiarsi dispense e appunti. Poi Zuckerberg ha capito: il “fenomeno” doveva divenire business. Ed eccolo Fb (acronimo per gli aficionados), una megalopoli da 300 milioni di dollari, aperto a tutti, gratis. Ma il prezzo da pagare è un altro. La propria privacy. Iscriversi è un attimo: mail, password, nome (vero o finto che sia), sesso (è obbligatorio). A scelta: il numero di cellulare, la data di nascita, le scuole frequentate, le preferenze musicali, politiche e religiose. Il numero di carta di credito. Poi si caricano le istantanee del matrimonio, delle vacanze, si “taggano” (nominano) gli amici sulle foto altrui, si commenta. E, non da ultimo, su Facebook c’è anche chi aggiunge le immagini di figli e di nipoti.
Un piatto troppo ricco anche per truffatori, ladri di identità, pedofili alla ricerca di immagini da scaricare e teenager da adescare. Incominciamo dai pedofili: «Certo, è possibile che un malintenzionato possa scaricare materiale, ma è difficile poiché il rapporto è mediato dal genitore, dal fratello, dallo zio che hanno caricato la foto. La pedofilia su Facebook è un fenomeno sporadico», tranquillizza Umberto Rapetto, colonnello del Gat, il nucleo anti frodi telematiche della Guardia di Finanza. Tuttavia i minori possono iscriversi senza problema. «Il furto di identità è invece molto più facile: nei social network come Facebook, MySpace, Linkedin milioni di persone consegnano a un universo di interlocutori sconosciuti la propria radiografia anagrafica. Chiunque può appropriarsi della vita di chiunque ». Casi ce ne sono già stati, con relative denunce (è successo in Gran Bretagna). È la teoria della finestra rotta, formulata dal giallista americano Jeffrey Deaver, secondo il quale sarebbero state create società con il solo scopo di immagazzinare i dati di milioni di persone per poi rivenderli. Leggende metropolitane? Come ogni mondo che si rispetti Facebook ha le sue. Spiega Rapetto: «Secondo i complottisti sarebbe un programma della Cia. Una maschera dietro la quale si cela l’Information Awareness Office (Iao), varato a ridosso dell’11 settembre».
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| Al centro dell’immagine, l’icona del profilo Facebook al momento dell’iscrizione. Intorno, i simboli del sito |
Una volta creato il profilo vanno impostati i livelli di sicurezza. L’utente deve scegliere chi può vedere le sue foto (solo gli amici, o tutto il resto del “mondo”?), chi può leggere il suo status (solo chi è in connessione o anche gli amici degli amici?). Non è abbastanza per mettersi al riparo. «A leggere l’homepage di Facebook si scoprono due cose terribili», dice Rapetto. «“Non possiamo garantirti che i contenuti che invii al sito non siano visualizzati da persone non autorizzate” e poi un comodo (e altrettanto illegale) “non siamo responsabili di elusioni delle misure di sicurezza del sito o delle impostazioni della privacy”». E se il Garante sta tentando di disciplinare i siti di social network «controllare un mondo anarchico è impossibile, i server ricadono sotto legislazioni straniere fuori dall’orbita giurisdizionale italiana. Sarebbe possibile controllare il network solo se fosse “cittadino” italiano a tutti gli effetti», afferma il colonnello. Per difendersi la regola è: «Stare fermi il più possibile e non proporre più di quanto ci viene chiesto». Ma spesso i filtri saltano: il motore non regge. Così, pure chi non è amico può mettere il naso nei tuoi affari.
Un dilemma, esserci o non esserci? Sociologi, psicologi ed economisti si sono già espressi. «Facebook rende soli», ha detto Paola Vinciguerra, presidente di Eurodap (Associazione europea disturbi da attacchi di panico). «Facebook non disturba il lavoro», tranquillizza una ricerca inglese. «Facebook ha bisogno di fondi perché spende oltre un milione di dollari al mese solo in energia elettrica», dice TechCrunch, il blog creato da Michael Arrington e dedicato alle segnalazioni sul Web 2.0. «E Facebook, non essendo una compagnia fondata con lo scopo di fare soldi, morirà». Già, morirà. Ma uscirne è difficile. In gergo si dice suicidarsi. Si compila un modulo spiegandone le ragioni. Le opzioni vanno da “Facebook sta creando problemi alla mia vita sociale”, fino a “si tratta di uno stato temporaneo. Tornerò”. Il profilo resta ad memoriam, coperto di grigio come una tomba, e i dati, attenzione, rimangono nel sistema.
Marta Serafini
Categoria: News 14-11-2008 2 Commenti
RunToKnow
Scia, cornice, scommessa: ogni fatto è interpretato per capire qual è il futuro della politica italiana.
L’idea è che “capire significa poter agire”. La politica, allora, diventa facile e divertente.
In poche parole: buona lettura!
Categoria: News 12-11-2008 Non ci sono ancora commenti
Prigioniero di Facebook
“Da settimane incontro soltanto persone che mi dicono disperate che vogliono uscire da Facebook ma non riescono a farlo. Lo dicono con gli occhi sbarrati e l’espressione di chi chiede aiuto da dietro le inferriate di una galera. Mi sembrano detenuti che dall’alto urlano a chi passa lì sotto, infilano le braccia oltre le sbarre a rimestare nell’aria. hanno tutta la disperazione di chi sa che il secondino se n’è andato lanciando la chiave nel fiume”….
Categoria: News 11-11-2008 4 Commenti
Prigioniero di Facebook
Categoria: News 10-11-2008 Non ci sono ancora commenti
Running in Iraq
L’Office of Provincial Affairs, dell’ Ambasciata Americana a Baghdad, Iraq
finanzia un corso di formazione organizzato da Running
2 -12 novembre, Tallil
Nell’ambito della sua attività di formazione, Running segnala un’importante iniziativa finalizzata a sostenere interventi in Iraq, allo scopo di rafforzare il processo di democratizzazione e modernizzazione in corso.
Per sviluppare competenze professionali mirate alle esigenze del territorio, Running ha realizzato la prima edizione del “Corso in contabilità pubblica” nella regione di Nassiryah, che si svolgerà dal 2 al 12 novembre.
Il corso avrà luogo presso la base militare di Tallil e consiste in 56 ore di lezione durante le quali si descriveranno i sistemi di gestione del bilancio e la controllo dei processi d’entrata e di spesa, il tutto con l’obiettivo di trasferire gli elementi di base della contabilità di un soggetto pubblico italiano. Mercoledì 29 ottobre sono partiti alla volta di Kuwait City i due docenti, Gianluca Peirce e Marco Mastrogiacomo, e l’interprete italiano-arabo, Lidia Verdoliva.
Il corso, promosso in collaborazione con il Dhi Qar Provincial Reconstruction Team e l’organizzazione irachena DhiQar Forum for CSOs development, è il primo progetto italiano ad essere stato finanziato dalla commissione americana a Bagdad.
Una curiosità, i docenti e l’interprete sono tutti napoletani!!!
Categoria: News 07-11-2008 Non ci sono ancora commenti










